“Qualcuno con cui correre” di David Grossman

VOTO: 7

TRAMA: “Assaf è un sedicenne timido e impacciato cui viene affidato un compito singolare: ritrovare il proprietario di un cane abbandonato seguendolo per le strade di Gerusalemme. Correndo dietro all’animale, Assaf viene condotto di fronte a inquietanti personaggi, attraverso i quali ricompone i tasselli di un drammatico puzzle: la vicenda di Tamar, una ragazza solitaria e ribelle, fuggita da casa per andare a salvare il fratello, giovane tossicodipendente finito nella rete di una banda di malfattori. “Qualcuno con cui correre” è il ritratto di due adolescenti che si cercano, che forse si amano, che soffrono ma combattono con generosità per qualcosa che è dentro di loro.” tratto da ibs.it

LA MIA RECENSIONE: 

“Sappi che ogni storia, in qualche punto profondo, si rifà a una grande verità, anche se questa non sempre ci è chiara.”  Quella raccontata in questo romanzo è una storia di coraggio, di avventura, di amore fraterno e di solidarietà; questa è una storia raccontata da adolescenti per adolescenti, che ci fa addentrare nel loro mondo di sentimenti, di taboo e di convenzioni. Questa, però, è anche una storia di libertà e il titolo, che evoca il vento che scompiglia i capelli quando si corre a perdifiato, ne dà una rappresentazione anticipatoria.

Il romanzo è composto da due voci che narrano le rispettive imprese in due archi temporali distinti, ma collegati tra di loro: la storia raccontata dalla voce di Tamar (la giovane ragazza che molla tutta la sua vita per cercare di salvare suo fratello dalla spirale della tossicodipendenza e da avidi trafficanti di droga) è temporalmente antecedente rispetto a quella di Assaf (il ragazzino che, lavorando per il comune, deve riportare un grosso cane smarrito dai suoi originari padroni). Assaf, quindi, grazie all’intelligentissimo e ed educatissimo cagnolone ripercorre a ritroso il percorso fatto da Tamar, conosce gli amici della ragazza che piano piano, come un puzzle, lo aiuteranno a incastrare tutti i pezzi per arrivare finalmente da lei. Assaf, infatti, abbandonato assai presto il mero senso del dovere dovuto al suo volontariato in comune, passa le sue giornate inseguendo il cane, spinto da un sentimento che non riesce a decifrare, ma abbastanza forte da farsi obbedire.

Di contro Tamar, la giovane donna con un enorme talento nel canto, per salvare suo fratello abbandona la sua vita normale ed ordinaria, abbandona anche le sue velleità canore, per infiltrarsi, con un astuto e  congegnato piano, nell’organizzazione criminale che tiene in ostaggio suo fratello (talento, invece, nella chitarra); quest’ultima, infatti, sfrutta la facciata di ostello per giovani talenti di strada come copertura, mascherando all’interno, però, traffici di droga, scippi agli ignari passanti e scomparizioni misteriose.

Il ritmo del romanzo di Grossman è incalzante, tiene incollati alla pagina con tutti i sensi, fa entrare in un mondo orientale, con la sua cultura e le sue tradizioni, con grande naturalezza e spontaneità. Un libro, insomma, che è stato creato per essere divorato, mangiato a grandi bocconi, ingoiando perfino aria a causa della velocità, come suggerisce il titolo, d’altronde.

E’ un libro che suggerisco a tutti, a grandi e piccini, non solo per le tematiche importanti, profonde e penetranti, ma anche (anzi, soprattutto) per quei due giovani protagonisti che non hanno paura di abbandonarsi alle loro emozioni, non hanno paura di andare controcorrente, di essere “diversi” in un mondo di convenzionalità e standardizzazione. “E quando vide la pagina in cui aveva scritto cento volte, come per castigo, la parola “anomala”, gli venne voglia di cancellarla con una grande X e scriversi sopra “rara”.

P.S. “Qualcuno con cui correre” è stato poi trasposto in pellicola cinematografica nel 2006, il regista è Oded Davidoff

FRASE PREFERITA: “Quasi non si parlarono e Tamar pensò che non aveva mai incontrato nessuno con cui si sentiva tanto bene tacendo.”

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